IL POPOLO DELL’EREMITA –  Istruzioni per l’uso

Sfogliate attentamente tutte le pagine dell’albo e quindi, chiudete gli occhi.

Se nell’ombra dietro le palpebre riuscirete a vedere distintamente:

Fili di fumo salire da comignoli sparsi nelle contrade e immersi nella neve alta e nel silenzio più assoluto; Vaccari che all’alba lasciano le loro abitazioni per raggiungere i campi e le “cese” per l’aratura; La “sezione” della Democrazia Cristiana all’ara Fiocca gremita di persone di qualsiasi credo politico a guardare la prima televisione arrivata in paese per poi uscire e nel buio della notte discutere animatamente; Le donne che fanno la spola con la conca di rame o il barile di legno in testa dalla fontana alla loro casa; Le stesse che rumorosamente, tra ciarle e ripicche, sono indaffarate con il bucato alle vasche del lavatoio; Un orda di ragazzi che al Fosso rincorrono un pallone di cuoio a strisce  ancora chiuso con le stringhe, che sognano entusiasti  di partecipare a “Real Madrid – Santos”, inconsapevoli che la loro leggenda è già più grande perché essi sono il leggendario “Colle Rox”; Tutti i bambini del paese che, timidi ed apprensivi, con un biglietto numerato in mano attendono l’estrazione del corrispondente giocattolo della loro befana; Adulti gremire il cortile antistante la bottega sotto un pergolato di vite americana mentre si sfidano a Briscola, Tressette e Scopa sotto l’occhio interessato di spettatori che attendono il turno della “Passatella”. Le aie stracolme di covoni di grano sistemati in precisissime “serre” mentre attendono le trebbie  antagoniste di Antonio “I F’rrar’” e Mazzenga; Gli operai della Ditta Tata Antonio che in un moto perpetuo collegano Prato di Rio con destinazioni misteriose per mezzo di enormi camion carichi di asfalto. Nannino che fa il servizio Taxi accompagnando gli emigranti ai porti di scalo e Antonio “La Bottega” che con il suo camion trasporta qualsiasi cosa in qualsiasi posto. Se vedete una minuscola vecchierella di nome Ludovica tornare con in grembo spighe di grano o poche olive “sperse”, oppure Fra Pasquale, il monaco cercatore che affonda i sandali nella neve chiedendo un bicchiere d’olio che puntualmente riversa in un unico contenitore o , ancora, una signora con un grande fagotto in testa che urla “Cenciara” e tutti i bambini che si barricano in casa per paura di essere da lei rapiti; Se udite in maniera precisa un ronzio continuo proveniente dalla minuscola fabbrica di blocchi di cemento vicino alla casa di  Tommaso Lollo; Se sentite la voce stentorea di Antonio che in chiesa canta il Gloria o il Dies Irae in Gregoriano accompagnandoli con un armonium suonato ad orecchio, se ascoltate la fisarmonica di suor Gina che dirige un coro di bimbi all’asilo di Via Mandrelle o di giovani in chiesa, con rigore e carisma; se come in un film scorrono  i volti di “G’lardon’”, “March’ccett”, “I monach wast”, “Mariantonia”, “Mingh”, “G’sepp’ d’ Iuca”, “Baffon’”, Attawij’ Matalena”, “W’s’dor Stracciacappa”, “L’wggetta F’rd’nand”, “T’resa Campanara”, “Palmeron’””Marcucc” “Cr’scenza”, “L’r’ticchie” “P’ppon’” ecc.,  in testa ad un intero popolo di meravigliosi personaggi che hanno umanizzato e nobilitato la vita della nostra parrocchia;  
se udite il suono delle campane suonate a mano che scandiscono: il mattutino, il mezzogiorno, il tocco e l’ave Maria così come da e per secoli è stato nei nostri borghi;
se percepite il profumo d’incenso e di fiori sprigionato nella minuscola ma splendida chiesa traboccante di fedeli.

Sentirete una nebbia di Miele e nostalgia salire ed avvolgere il vostro cuore, e allora e solo allora, le immagini proposte avranno avuto senso di essere mostrate.        

Prof. Nicola Tata

 Immagini interne

Specifiche:

  • Formato libro: 21 x 15;
  • Numero Pagine: 100;
  • Stampa: 4 colori in alta risoluzione;
  • Lingua: italiano;
  • Copie: 1000;
  • Reperimento, scannerizzazione  ed elaborazione foto:
    Nicola Tata, Humberto L. Tata, Alessandro Caruso, Pino Viglietta, Serafino Tata;
  • Testi:
    Don Alberto Mariani (Presentazione & Postfazione), Nicola Tata;
  • Grafica ed impaginazione:
    Tiravento Soc. Coop. - Alvito [www.tiraventografica.eu], Nicola Tata

L’associazione culturale “LA FALASCA” ringrazia:
Gli abitanti di Sant’Onofrio, Valle di Rio, Macchia Longa, Valle Massima, Tolugno e Maiolfe  che hanno conferito, nel tempo, il materiale fotografico necessario alla realizzazione degli opuscoli celebrativi. Il Parroco  Don Alberto Mariani per la disponibilità e la fattiva partecipazione durante tutta la fase costruttiva dell’evento “1948 – 2018 - 70 anni della parrocchia di Sant’Onofrio Anacoreta in Alvito”. Il Prof. Nicola Tata per aver messo a disposizione, con disinteressata e spontanea collaborazione, i materiali e il lavoro di organizzazione della selezione fotografica.  I Sig.ri: Humberto L. Tata, Alessandro Caruso, Pino Viglietta, Serafino Tata, Angelo Ferrera, Donato Tata, Antonio Tata “Sartor’”, Antonio Tata “Totò”, Pietrantonio Tata, Giovanna Pizzuti, Vittoria D’Eramo, Anna Lollo, Valeria Martini e la Prof.ssa Annamaura Vassalli, per il loro contributo di informazione o di effettivo sostegno nella fase realizzativa della raccolta.

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